Museo Archeologico di Şanlıurfa e Göbeklitepe
Nella quarta tappa della nostra serie sui musei della Turchia, andiamo a Şanlıurfa, un luogo in cui viene riscritta la storia non solo della Turchia ma dell'intera umanità, dove i dogmi crollano e il tempo sembra quasi fermarsi. Lasciandoci alle spalle i vivaci mosaici di Gaziantep e spingendoci verso il cuore della Mesopotamia fecondata dall'Eufrate e dal Tigri, un segreto lungo 12.000 anni ci accoglie. Il Museo Archeologico di Şanlıurfa e Göbeklitepe, sua parte integrante, sono l'epicentro di una rivoluzione che cambia radicalmente la definizione di "civiltà" dell'uomo moderno.
Il punto zero della storia: Göbeklitepe e il crollo dei paradigmi
Visitare il Museo di Şanlıurfa senza comprendere Göbeklitepe equivale a leggere solo l'ultima pagina di un libro. Gli scavi avviati nel 1995 dall'archeologo tedesco Klaus Schmidt hanno rivelato una verità sconvolgente per il mondo intero. Prima ancora di passare alla vita sedentaria, di iniziare a praticare l'agricoltura e persino di saper produrre ceramica, gli esseri umani avevano già costruito enormi templi.
I vecchi libri di storia ci insegnavano che prima era iniziata l'agricoltura e che solo in seguito gli uomini si erano insediati fondando le città. Göbeklitepe ha ribaltato questa cronologia. Qui vediamo che a unire le persone non è stata la fame o il bisogno di un riparo, bensì il "bisogno di credere". Questo sito, inserito nel Patrimonio Mondiale dell'UNESCO nel 2018, è il più antico centro di culto conosciuto della storia umana. Va inoltre precisato che queste conclusioni si riferiscono allo stato attuale delle conoscenze e che nuovi documenti ed evidenze che potrebbero emergere domani potrebbero cambiare nuovamente il paradigma.
I megaliti a forma di "T" trovati a Göbeklitepe, dal peso fino a 20 tonnellate e alti oltre 6 metri, sono in realtà figure umane stilizzate. Su di essi sono chiaramente visibili rilievi di mani, braccia e cinture. Tuttavia, queste figure non hanno volto. Le raffigurazioni di animali come leoni, serpenti, tori, scorpioni e gru scolpite su questi pilastri simboleggiano il legame dell'uomo dell'epoca con la natura e le proprie paure. Risalenti a circa il 9600 a.C., queste strutture prendono letteralmente nuova vita all'interno del museo grazie ai reperti originali e alle ricostruzioni in scala reale.
Il più grande complesso museale della Turchia: il Museo Archeologico di Şanlıurfa
La grandiosa atmosfera vissuta a Göbeklitepe trova il suo naturale prosieguo nel Museo Archeologico di Şanlıurfa, situato nel centro della città, dove sono esposti gli originali dei reperti. Con un'area coperta di 30 mila metri quadrati, questo edificio, il più grande museo della Turchia, vi accompagna in un viaggio cronologico ininterrotto dal Paleolitico fino al Periodo Islamico. Il percorso di visita interno è lungo circa 4,5 chilometri, ma non lasciatevi spaventare da questa distanza: ogni capolavoro che incontrerete a ogni passo vi farà dimenticare la stanchezza.
La "Stella" del museo: l'Uomo di Urfa
Il pezzo più prezioso del museo è senza dubbio la figura nota come "Uomo di Urfa" (Statua di Balıklıgöl). Risalente a circa il 10.000 a.C., quest'opera detiene il titolo di "più antica statua umana a grandezza naturale del mondo". Realizzata in calcare, con i suoi occhi di ossidiana (vetro vulcanico) che vi osservano da 12 mila anni fa, stare di fronte a questa figura è come guardare negli occhi la fase dell'infanzia dell'umanità. Con le mani congiunte sul davanti e la sua postura solenne, questa statua è l'espressione di una dignità millenaria.
Nevalı Çori e le tracce dell'Età del Ferro
Una delle sezioni più suggestive all'interno del museo è il Tempio di Nevalı Çori, risalente all'8500 a.C. Smontato pietra su pietra prima di essere sommerso dalle acque della diga di Atatürk, questo edificio è stato trasportato al museo e qui riassemblato fedelmente all'originale, rappresentando il primo esempio di tempio completo tratto in salvo grazie a scavi di emergenza.
Proseguendo il viaggio, i sigilli assiri che si incontrano rivelano la complessa rete diplomatica e commerciale dell'Età del Ferro. Questi piccoli ma dettagliati sigilli della Mesopotamia offrono testimonianze uniche sulla burocrazia dell'epoca.
I mosaici di Haleplibahçe: sulle tracce delle donne guerriere
Situato proprio accanto al complesso museale, il Museo dei Mosaici di Haleplibahçe racconta una storia completamente diversa. La caratteristica più importante di questi mosaici d'epoca romana è quella di ospitare gli unici esempi di mosaico al mondo in cui sono raffigurate le "Donne Guerriere Amazzoni" della mitologia. La vivacità e i dettagli dei mosaici sono così impressionanti da non sfigurare affatto di fronte a Zeugma. Le scene di caccia e le figure mitologiche, conservate ed esposte in situ, regalano al visitatore la sensazione di passeggiare all'interno di una villa antica.
Perché dovreste visitare questo museo?
Visitare il Museo Archeologico di Şanlıurfa è molto più di una lezione di storia. È un luogo che ci spinge a interrogarci sulle nostre radici; trovarsi a distanza di un soffio da un rilievo scolpito da un essere umano 12 mila anni fa approfondisce il senso di appartenenza. Con tecniche espositive moderne, video e riproduzioni, questo posto è una vera festa per gli occhi. È qui che si comprende nel modo più chiaro come l'uomo, nella natura selvaggia, non abbia solo cercato di sopravvivere, ma abbia anche creato un'arte e una fede straordinarie.
Visitare il sito archeologico di Göbeklitepe prima di entrare al museo permette ai reperti museali di ricomporsi nella vostra mente come un immenso affresco. E naturalmente, fare una pausa nella pacifica atmosfera di Balıklıgöl dopo aver concluso la visita al museo è una tappa imperdibile di un viaggio a Urfa.





